Il palio dei rioni di Oria: famoso torneo pugliese

Torneo dei rioni di Oria

La leggenda di Oria fumosa

Città antichissima, Oria è situata sulle colline del Salento settentrionale, in provincia di Brindisi, in Puglia. Secondo Erodoto di Alicarnasso e Strabone, Oria sarebbe nata per opera di un gruppo di cretesi della città di Minos che, a causa di una tempesta, approdarono fortunosamente sulle coste ioniche della Puglia. Qui, nel 1200 a.C., fondarono Hyrìa. Dopo essere stata un importante municipio, Oria fu conquistata dai Greci, i Longobardi, Bizantini, i Normanni e gli Svevi. Nel periodo medioevale divenne particolarmente conosciuta per la sua importante comunità ebraica.

Oria è dominata dal suo famoso castello che una tradizione attribuisce a Federico II di Svevia. Proprio attorno ad esso e alle sue mura, nacque la leggenda di Oria Fumosa: si racconta che durante le prime fasi della sua costruzione le mura crollavano continuamente. Si decise, dunque, di rivolgersi a un oracolo che sentenziò che le mura non sarebbero più cadute solo se fosse stato sacrificato il sangue di un innocente. Fu così che una fanciulla venne sacrificata e si poté proseguire con la costruzione. Quando la madre della ragazza seppe dell’orribile destino della figlia, maledì Oria augurandole di fumare come fumava di disperazione il suo cuore straziato. Probabilmente la leggenda è nata dal fatto che spesso attorno alla città si leva a sera una nebbiolina che la avvolge tutta facendola apparire un paesino incantato.

Il Torneo dei Rioni di Oria

In questa città, culla di storia e tradizioni antichissime, ogni anno dal 1967 si svolge il Torneo dei Rioni di Oria, una delle manifestazioni storiche più importanti del Sud Italia e una delle tradizioni pugliesi più note in assoluto. Il Torneo si svolge il secondo fine settimana di agosto e coinvolge circa 800 figuranti: dame, cavalieri, giullari e sbandieratori più l’attesissimo Federico II, impersonato ogni anno da un famoso attore italiano. Il Palio dei Rioni di Oria rievoca il torneo indetto da Federico II in occasione dell’attesa della sua promessa sposa Jolanda, figlia di Giovanni di Brienne, re di Gerusalemme, che sposò nella vicina Brindisi nel novembre 1225. Al termine del corteo storico che si svolge di sabato, l’Araldo proclama il Bando del Torneo che si svolge il giorno dopo, domenica. Il Torneo dei Rioni di Oria coinvolge i quattro rioni della città: Castello, Judea, Lama e S. Basilio.

Il Rione Castello è quello che include l’area del castello svevo e gran parte del centro storico. I suoi colori sono il rosso e l’azzurro e lo stemma è caratterizzato da una torre rossa sormontata da una corona. Il Rione Judea, invece, deve il suo nome all’antica presenza nel suo territorio della comunità ebraica medievale. I suoi colori sono il bianco e il celeste e il suo stemma si distingue per la presenza della menorah, il candelabro ebraico a sette bracci. Il Rione Lama prende il nome dalla sua posizione: si trova, infatti, sulla cosiddetta Lama, la pianura sottostante il castello. I suoi colori sono il verde e l'oro e sul suo stemma compaiono un albero d’arancio e un pozzo, simboli del passaggio di San Francesco d’Assisi. Il Rione San Basilio, infine, prende il nome dal Colle San Basilio, presente nel suo territorio. I colori di questo rione sono l’oro e il nero e nel suo stemma c’è una croce greca dorata.

La domenica, dunque, in un campo attrezzato, si svolgono le gare del torneo per l’assegnazione del Palio dei Rioni di Oria. Gli atleti dei quattro rioni si devono cimentare in cinque prove diverse. Prima, però, gli spettatori assistono a uno spettacolo coreografico suggestivo cui partecipano quattro storici gruppi di sbandieratori e musici di Oria: il Rione Lama, il San Domenico, I Federiciani e il San Basilio. Le prime prove sono spettacolari e non danno punteggio ma servono a eccitare gli animi. Cominciano poi le prove vere e proprie. 

La prima prova è quella dell’Ariete: un ariete di 85 chili viene trasportato dalle squadre rionali formate da due atleti ciascuna per 65 metri fino a sfondare un portone. Uno dei due atleti deve a quel punto raccogliere una bandierina posta oltre il portone e tornare al punto di partenza. La prova del Ponte è un vero e proprio percorso a ostacoli: gli atleti devono percorrere circa 200 metri incontrando scalinate, ponti, e assi di equilibrio e, al termine, salire una scala e recuperare la bandierina posta in cima. 

Nella prova denominata La Botte, gli atleti devono compiere un percorso di 95 metri, attraversare una botte, raccogliere una bandierina e tornare di corsa al punto di partenza. La quarta prova si chiama La Cascia (il forziere): gli atleti devono raggiungere un forziere di 80 chili e trascinarlo per 60 metri con una corda. Devono poi aprirlo, prendere la bandierina all’interno e correre nel punto in cui dovranno issarla. L’ultima prova è La Pertica: dopo un tratto di corsa di 50 metri, gli atleti devono salire su una corda raccogliere una bandierina e portarla in cima a una scala.

Il Torneo dei Rioni di Oria è una delle tradizioni pugliesi di più grande richiamo: grazie al gemellaggio con le città di Jesi e Palermo, da qualche anno il Palio è abbinato a una delle lotterie nazionali e si è conquistato l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica. Ogni anno questa grande festa riesce ad attirare migliaia di turisti che amano vivere quest’immersione nel passato e nelle tradizioni medioevali.

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